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Vicende di vita vissuta: storia della raccolta della neve in un paesino della provincia di Catanzaro

Dal racconto di mio nonno:

La soffice neve veniva raccolta e concentrata in un unico punto, localizzata in un’area in cui difficilmente i raggi del sole riuscivano a raggiungere il suolo.  L’enorme ammasso di neve veniva letteralmente battuta con voluminosi e forti bastoni, in grado di realizzare vere e proprie colline di neve che a volte era necessario l’utilizzo della scala per continuare il lavoro. Successivamente, si copriva il tutto con rami secchi, fogliame e felce per preservare e riparare la neve. Con l’arrivo della stagione primaverile, la neve veniva separata in parti uguali, simile a piccoli blocchi di ghiaccio, pronta per essere trasportata e poi venduta. Veniva inserita nei sacchi, caricata sui “traini” trainati generalmente dai muli e ci si avviava verso i paesi limitrofi. Da Petronà, piccolo centro del catanzarese ai piedi della Sila, si partiva verso Belcastro, Sersale e Cropani, luoghi in cui veniva distribuita e venduta. Il ricorso alla neve nei paesi della Sila veniva descritto anche da alcuni viaggiatori che giungevano in Calabria. I gelati preparati con la neve costituivano l’elemento principale delle fiere e delle feste durante le giornate estive.

Pietro Marchio

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