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Roger Milla, il leone indomabile del Camerun

Il Mondiale è la manifestazione che gli appassionati di calcio aspettano con trepidazione ogni quattro anni esui campi di queste manifestazioni si sono scritte pagine di grande interesse, spesso e volentieri intrecciate a doppio filo con la storia, la politica e finanche la religione. La storia di oggi riguarda un uomo che è entrato a pieno titolo nello stretto novero delle leggende, un uomo che con la sua abilità nel giocare a calcio ha portato il suo popolo a riconoscerlo come un eroe nazionale, un esempio a cui guardare quando le cose non vanno esattamente come dovrebbero. L’uomo di oggi si chiama Roger Milla, attaccante della nazionale camerunense e simbolo del calcio africano che lo celebra come uno dei suoi migliori rappresentanti. Milla è riuscito, nella sua lunghissima vita sportiva durata 30 anni, a portare avanti il nome del suo Paese e della sua scuola calcistica, considerata una delle migliori del Continente Nero.

Nascita ed esordi

Albert Roger Mooh Miller, ma conosciuto da tutti come Roger Milla, nacque a Yaoundé il 20 maggio del 1952. Cominciò fin da piccolo a girare per tutto il Paese con il padre ferroviere e già a dodici anni venne notato dagli osservatori locali delle squadre della capitale. A 13 anni Milla firmò il suo primo contratto da professionista con la squadra dell’Eclaire de Douala. Milla giocò per l’Eclaire quasi cinque anni mettendo a segno ben 45 reti. Nel 1970 decise di trasferirsi al Leopard de Douala dove rimase per quattro anni vincendo due campionati nazionali, arrivando inoltre alla semifinale di Coppa dei Campioni africana. Nel 1974 passò al Tonnerre de Yaoundé, dove vinse la Coppa delle Coppe africana nel ’75 e arrivando in finale l’anno dopo. Con questa squadra Milla vinse il Pallone d’Oro africano nel 1976, solleticando l’attenzione delle squadre francesi, da sempre molto attive sul mercato calcistico africano. Milla ovviamente cercò di arrivare in Francia con tutte le sue forze anche per far capire ai suoi detrattori che era capacissimo di confrontarsi con un calcio ben più complicato di quello del suo Paese.

L’approdo nel Vecchio Continente

A 25 anni nell’estate del 1977 Milla si accasò al Valenciennes squadra militante nella Ligue 1. Qui Milla rimase due anni segnando appena 6 reti in 28 partite. Nel 1979 Roger si trasferì al Monaco, la squadra del Principato, dove rimase una sola stagione sufficiente per vincere la Coppa di Francia. Nel 1980 andò al Bastia giocando per quattro stagioni e vincendo un’altra Coppa di Francia. Nel 1984 Milla venne ingaggiato dal Saint Etienne, che era la squadra più titolata della nazione ma a causadi alcuni rovesci societari era finita nell’inferno della serie B francese (Ligue 2). In due stagioni Milla segnò ben 31 gol in 59 presenze contribuendo in maniera decisiva al ritorno nella massima serie del Saint Etienne. Al termine del Campionato Milla fece una scelta che ai più risultò inspiegabile: non seguì i compagni nel ritorno nella Ligue 1 ma decise di accasarsi al Montpellier che all’epoca militava in serie B. Nel 1986 Milla fu il trascinatore della squadra segnando 12 reti e conquistando la massima serie. A Montpellier rimase altre tre stagioni tutte in Ligue 1 segnando 23 reti e contribuendo in maniera decisiva alla salvezza. Dopo 12 anni Milla decise che era arrivato il momento di tornare a casa lasciando la Francia con un bottino di 112 reti: non male per uno che avrebbe dovuto marcire in panchina, a detta dei suoi detrattori ovviamente.

La fine della carriera nelle squadre di club

Nel 1989 Milla stupì tutti trasferendosi nell’isola di Réunion, dove si legò al Saint Pierroise vincendo il titolo nazionale e diventando una sorta di mito. Dopo un solo anno tornò in patria nel Tonnerre, vincendo la Coppa del Camerun e rimanendo lì fino ai Mondiali del ’94. Dopo i Mondiali Milla decise di andare a giocare in Indonesia e precisamente al Pelita Jaja dove segnò 23 gol in 23 partite. Nel 1996 Mila lasciò il calcio giocato dopo 30 anni di carriera alla veneranda età di 44 anni.

La carriera in Nazionale

Roger Milla esordì in Nazionale solo nel 1978 a ben 26 anni benché fosse stato convocato ma mai utilizzato dai commissari tecnici. Nel 1982 arrivò per Milla la grande occasione di giocare in un Campionato mondiale: infatti al Mundial spagnolo il Camerun riuscì a qualificarsi finendo nel girone dell’Italia insieme a Polonia e Perù. Per tutti il Camerun doveva essere la squadra materasso ma l’allenatore Jean Vincent riuscì a mettere in campo molto bene i suoi ragazzi, sfruttando al massimo lo strapotere fisico degli africani.Milla non riuscì a segnare ma il Camerun non sfigurò al cospetto di avversarie più blasonate come l’Italia, che superò il girone solo per la miglior differenza reti rispetto agli africani. Nel 1984 e nel 1988 il Camerun vinse per ben due volte la Coppa d’Africa e Milla fu tra i protagonisti nella corsa alla vittoria dei trofei continentali. nel 1986 il Camerun non riuscì a staccare il biglietto per i Mondiali, ma l’attesa di 4 anni sarebbe stata ampiamente ripagata.

Il Camerun a Italia ‘90

Milla dopo la Coppa d’Africa dell’88 lasciò la Nazionale disputando una spettacolare partita d’addio. Il campione ormai a riposo nel paradiso terrestre di Réunion era pronto a tifare per i suoi compagni di nazionale, ma seduto comodamente sul divano di casa sua. Un mese prima del Mondiale il presidente Biya gli telefonò implorandolo di far parte di questa nazionale, promettendogli ricchi premi in casi di bella figura davanti al mondo. Il Camerun, allenato dal sovietico Valerij Nepomnjaščij, venne inserito nel girone con Argentina, Romania e Unione Sovietica e all’esordio la squadra di Milla vinse 1 a 0 contro l’Albiceleste di Maradona. La seconda partita si concluse 2 a 1 grazie alla doppietta di Milla, entrato in campo dal secondo tempo. In questa partita l’Ecumene calcistico si accorse del centravanti camerunense: dopo aver messo a segno il secondo gol Milla si avvicinò alla bandierina e cominciò a sgambettare felice con arditi movimenti del bacino. Milla aveva appena ballato la Makossa, un tipo di ballo molto famoso in Camerun, consegnando quel modo sgraziato di muoversi alla storia del Calcio. Nonostante la sconfitta nella terza partita (4 a 0 contro l’Urss), il Camerun si qualificò per gli ottavi, dove si sarebbero giocati i quarti contro i Cafeteros della Colombia, guidati magistralmente dal centrocampista Valderrama e dallo stopper Escobar. La partita si concluse 2 a 0 grazie ad un’altra doppietta di Milla, il secondo gol addirittura segnato dopo aver rubato palla ad un temerario Higuita, che si era prodotto in una sortita palla al piede fuori dall’aria. Fu il delirio più totale: in Camerun la gente festeggiò per due giorni le vittorie dei propri ragazzi, ma ora c’era l’ostacolo più difficile: l’Inghilterra di Gascoigne. La partita terminò 3 a 2 per l’Inghilterra, che riuscì ad avere ragione degli africani solo ai supplementari e grazie ad un rigore non proprio solare. Milla e i suoi compagni tornarono a casa accolti dall’affetto di tutta la nazione, era la prima volta che una squadra africana arrivava ai quarti di finale e il Camerun si confermò come squadra temibile e insidiosa anche per le nazionali più forti.

I Mondiali del ‘94

Ai Mondiali americani Milla ovviamente non venne convocato. Ma una petizione popolare convinse il CT Henry Micheal a convocare il 42enne bomber dei Leoni Indomabili. Milla partecipò più come accompagnatore che come giocatore, visto che aveva ormai 42 anni e dal ’90 non giocava una partita con la nazionale. Nel ’94 il Camerun fu inserito nel girone con Brasile, Svezia e Russia: un girone sicuramente complicato ma il Camerun aveva dimostrato sul campo di non essere una squadra materasso. La prima partita terminò 2 a 2, sicuramente un buon pareggio contro la Svezia. La seconda partita fu invece una cocente sconfitta contro il Brasile di Romario e Bebeto, l’incontro terminò con un 3 a 0 secco e senza appello. La terza partita finì invece con una clamorosa sconfitta per il Camerun, che venne surclassato 6 a 1 dalla Russia. Questa partita segnò due record che ancora non sono stati battuti: il primo fu la cinquina realizzata da Oleg Salenko, che dal ’94 rimane ancora imbattuto come maggior marcatore in una partita dei Mondiali. Il secondo record consegnò definitivamente Milla alla storia: all’inizio del secondo tempo il CT del Camerun fece entrare in campo il vecchio leone che, dopo neanche un minuto, segnò la rete del momentaneo 3 a 1 per la Russia. Nessuno fece più caso agli altri gol di Salenko, la partita era finita al 46’ minuto, quando Milla decise di consegnare sé stesso e tutto un popolo alla storia mondiale. Il gol contro la Russia fu l’ultimo di Milla in nazionale, sicuramente quello che gli appassionati di calcio ricordano con maggior affetto e quasi con i lucciconi agli occhi.

Il più indomabile degli indomabili

Roger Milla è uno di quei personaggi che per la storia del proprio popolo ha un’importanza molto più grande dello status di semplice giocatore di calcio. È stato il simbolo della rinascita di un calcio, di un’idea di giocare al football che dall’82 non ha mai smesso di sfornare talenti (ricordiamo giusto per fare alcuni nomi Mboma, Eto’o, Foé, N’kono). Nei suoi anni alla guida dei Leoni Indomabili Milla ha entusiasmato il mondo degli appassionati di calcio ed è a buon diritto che il 2006 è stato eletto calciatore africano del secolo, davanti a giganti come Weah e Al Khatib. Dopo il suo ritiro la popolarità non è stata scalfita in alcun modo, anzi se possibile questa è aumentata proprio grazie al suo impegno per il sociale e per la piaga della dispersione scolastica, che in Paese dell’Africa occidentale è un vero e proprio flagello. Da pochi anni è invece impegnato nel riciclaggio dei materiali plastici dando lavoro a tanti giovani della capitale, che altrimenti sarebbero logorati dalla rabbia e dalla disoccupazione. Tutto il mondo calcistico (e non solo) non dimenticherà mai le sue esultanze alla bandierina, sempre con quel sorriso privo di un incisivo e con la voglia di ballare. Perché Milla è questo: è la voce di un popolo che balla e ama divertirsi, che prende la vita così come viene…proprio come una partita di calcio.

Giovanni Trotta

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